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domenica 26 luglio 2026

Ma cosa cazzo ho visto ieri notte? (puntata n°4)

Bugonia: dal greco antico bougonìa, è un’antica credenza secondo cui le api potessero nascere spontaneamente dalla carcassa in decomposizione di un bue. Il termine unisce le parole greche bòus (bue) e gonè (generazione). Questa pratica rituale o credenza pseudoscientifica si basava sull’osservazione errata della metamorfosi di alcuni insetti (come le mosche Eristalis tenax) che somigliavano alle api e depongono le uova nelle carcasse animali. La credenza, nonostante il mito abbia assunto un forte valore simbolico legato a rinascita e ciclicità, è stata smentita solo nel XVII secolo con la confutazione scientifica della generazione spontanea.
 
Dove eravamo rimasti? Ahhhh si, hai film brutti. Beh ieri sera non avevo proprio voglia di esplorare il mondo dei b-movie a basso budget (nonostante una lunghissima lista di pellicole da guardare) e mi sono buttato sulla visione di un film di recente produzione, girato da un regista affermato e di cui si parla benissimo nell’internèt. Ahahahahah!!! Senza conoscere la trama mi sono addentrato in “Bugonia” di Yorgos Lanthimos. Cazzzzzooooo!!! Cazzzzzooooo!!! E ancora cazzzzzooooo!!! Si apre lentamente parlando di api e della scomparsa di questi preziosi insetti causata dall’inquinamento, apparendo come una commedia nera sul complottismo, ma  poi diventa un thriller fantascientifico, anticonformista, anticapitalistico, distopico, grottesco e chi più ne ha, più ne metta. Sono rimasto incollato al divano per quasi due ore senza accorgermi di niente. Una trama essenziale (quasi un racconto breve), tre attori (di cui due semplicemente strepitosi), una vittima e un carnefice, riflessioni su classi sociali, disinformazione, uomini, idee, realtà e immaginazione. Lanthimos riesce a portarci sull’orlo dell’apocalisse senza fretta, con una lenta operazione chirurgica che spolpa, con devozione, ogni certezza e ogni realtà acquisita. Nonostante il soggetto sia tratto da un semisconosciuto film coreano (vado subito a recuperarlo), Il regista greco riesce col suo stile, con dei primi piani inquietanti, un’atmosfera claustrofobica e disfunzionale a insinuare un dubbio assurdo. Alla fine “Bugonia” non da risposte, ma lascia una marea di domande, non predice il futuro ma lo usa come una percezione deforme di ciò che potrebbe accadere. E quando appaiono nuovamente le api, come a inizio pellicola, tirate un sospiro di sollievo per essere tornati nel nostro mondo. Vorrei raccontarvi tutto, ma sto cercando di essere una brava persona, ma cazzzzzooooo!!! Cazzzzzooooo!!! E ancora cazzzzzooooo!!! Bellissimo. Bocca aperta. Aaaaaahhhhhh!!!
 
Bugonia
di Yorgos Lanthimos (119 min.) – Fantascienza, drammatico - 2025
remake del film coreano “Jigureul jikyeora!” del 2003
con Emma Stone e Jesse Plemons

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