monologo teatrale di Giorgio Gaber, 1976
A noi ci hanno insegnato tutto gli americani. Se non c’erano gli
americani a quest’ora noi, eravamo europei. Vecchi, pesanti, sempre pensierosi,
con gli abiti grigi e i taxi ancora neri. Non c’è popolo che sia pieno di
spunti nuovi come gli americani. E generosi, gli americani non prendono mai,
danno, danno. Non c’è popolo che sia più giusto degli americani …..
….. *(I tedeschi sono cattivi, e per questo che le guerre gli vengono
male, ma non stanno mai fermi, ci riprovano, c’hanno il diavolo che li spinge,
dai dai. Intanto dio, fa il tifo per gli americani, e secondo me ci influisce
eh, non è mica uno scalmanato qualsiasi dio, ci influisce, e il diavolo s’incazza,
stupido, prende sempre i cavalli cattivi. Già, ma non può tenere per gli
americani, per loro le guerre sono una missione, non lo fanno mica per
prendere, tz tz tz, per dare, c’è sempre un premio per chi prende la guerra,
quasi quasi conviene. Congraturazioni, lei ha preso ancora, e giù camion di
caffè, a loro li basta regalare. Una volta gli invasori si prendevano tutto del
popolo vinto, donne, religione, scienza, cultura, loro no, non sono capaci. Uno
vince la guerra conquista l’europa, trova lì, una lampada liberty, che fai? Il saccheggio
è ammesso, la fa sua. Nooooooo civilizzano loro, è una passione, e te ne
mettono lì una al quarzo, tutto bianco. E l’europoa, con le sue luci colorate,
i suoi film, le sue tradizioni, i violini, i walzer. Ahhhh. E poi luci e neon e
colori e vita e poi ponti, autostrade, grattacieli, aerei. Chewing-gum, non c’è
popolo più stupido degli americani. La cultura, non gli ha mai intaccati …
volutamente, si perché hanno ragione di diffidare della nostra cultura,
vecchia, elaborata, contorta. Certo, più semplicità più immediatezza, loro,
creano così, come cagare. Non c’è popolo più creativo degli americani, ogni
anno ti buttano li un film, bello anche, bellissimo, ma guai, se manca quel
minimo di superficialità necessaria, sotto sotto c’è sempre l’western, anche
nei manicomi riescono a metterci gli indiani, e questa è coscienza eh. Gli
americani hanno le idee chiare sui buoni e sui cattivi, chiarissime. Non per
teoria, per esperienza, i buoni sono loro. E ti regalano scatole di sigari,
cassette di whisky, navi, sapone, libertà, computer, abiti usati, squali … A me
l’america non mi fa niente bene, troppa libertà, bisogna che glielo dica al
dottore, a me l’america, mi fa venir voglia di un dittatore uuuuuhh. Si di un
dittatore, almeno si vede, si riconosce. Non ho mai visto qualcosa che sgretola
l’individuo come quella libertà lì, nemmeno una malattia ti mangia così bene
dal di dentro. Come sono geniali gli americani, te lo mettono lì. La libertà è
alla portata di tutti, come la chitarra, ognuno suona come vuole, e tutti
suonano come vuole la libertà.)
*(…..) modificato poi nel corso degli anni con …..
….. Anche se sono costretti a fare una guerra, per cause di forza
maggiore, s’intende, non la fanno mica perché conviene a loro. No! E’ perché ci
sono ancora dei posti dove non c’è giustizia, né libertà. E loro, eccola lì,
pum! Te la portano. Sono portatori, gli americani. Sono portatori sani di
democrazia. Nel senso che a loro non fa male, però te l’attaccano. L’america è
un arsenale di democrazia. E quello che mi ha sempre colpito degli americani è
questo gran desiderio, questo gran bisogno di divulgare, di esportare il loro
modo di vivere. La loro cultura … no, non la cultura … le innovazioni, i fatti
di costume ecco, sono portatori sani di cose nuove gli americani. Sempre nel
senso che a loro non fanno male, però te l’attaccano. Alla fine della seconda
guerra mondiale, sono arrivati qui e hanno portato: jeep, scatolette, jeans,
cultura … no non la cultura … movimenti dinoccolati, allegria, progresso,
cultura … non la cultura … la coca cola, il benessere, la tecnologia, lo
sviluppo … E di colpo, l’europa, con i suoi lampioni fiochi, le sue tradizioni,
i fiumi, i vicini, i walzer … E poi luci e neon, e vita a colori, e poi ponti,
autostrade, televisioni, grattacieli, aerei … chewing-gum! Non c’è popolo più
stupido degli americani. La cultura non gli ha mica intaccati. Volutamente. Si,
perché hanno ragione di diffidare della nostra cultura vecchia, elaborata,
Leonardo, Shakespeare, Voltaire, Hegel, Shopenauer. Ma certo, più semplicità,
più immediatezza. Loro hanno sempre creato, così, come andare al cesso.
L’america è un paese di giovanotti. Gli americani sono gli unici al mondo, che
a disneyland non si sentono idioti neanche per un attimo. No, io non ce l’ho
mica con l’america, no anzi, mi piace. C’è l’ho con gli americanisti di tutto
il mondo. L’america, si sa, è stato un errore di navigazione. Mica ci volevano
andare, ci siamo cascati. Ecco cos’è l’america, è uno scivolo, una buca, un
enorme buca col risucchio: SSSCCHHVVRRUMMM! No un momento, mica ci sono cascati
tutti subito, nooo. All’inizio, c’era
anche il vento dell’est, che tirava come dice la parola, un po’ più in là. Si,
l’unione sovietica, con le sue promesse,
il suo senso di uguaglianza, di
giustizia, l’internazionale socialista, la sua cultura … no la cultura anche li
… E l’italia, con le sue macerie, ma già con le sue prime luci al neon,
oscillava, oscillava: “Meglio di qui … no, meglio di là …”. Chi faceva il tifo
per l’uno, chi faceva il tifo per l’altro, insomma, si discuteva, chi si
dibatteva tra due culture … ma no, quali culture, tra due bulldozer! Ecco. Poi
a un cero punto, senza preavviso, senza nemmeno che un colonnello
dell’aviazione ce lo dicesse, il vento dell’est smette. E da quel momento, SSSCCHHVVRRUMMM!
Tutti in buca. Ma come? Non eravamo diversi? Non si oscillava? Non ci si
dibatteva? Macchè più niente. Tra un imbucato e l’altro non si riconosce più
nessuno. Quelli di destra, maledizione, mi diventano sempre più democratici.
Quelli di sinistra sempre più liberali, e SSSCCHHVVRRUMMM! Quelli di centro …
no, quelli di centro niente da dire: sono sempre stati bucaioli loro. Ma dagli
altri, non me l’aspettavo. E ora tutti a dire: “Che bella la buca … ma che
bella la buca … non c’è niente di più democratico della buca … a me piace la
buca di reagan … no io sono per quella di clinton, kennediano, eh già, perché
c’è buca e buca eh, viva la buca”. La buca è l’ineluttabile destino
dell’umanità. E ‘ lo sviluppo incontrollato e selvaggio, è la spietata legge
del più forte intesa come selezione naturale della specie. E’ l’eroico
sacrificio di qualsiasi giustizia sociale. E’ la vittoria totale del mercato.
E’ il trionfo dell’unica visione del mondo. La buca è l’america! Ed eccoci qui
anche noi, liberi, liberali, liberisti, siamo per la rivoluzione liberale, ma
con la solidarietà, siamo liberistici e per il liberalismo, siamo liberaloidi,
libertani, libertini, libertinotti, liberi tutti! No, a me l’america non fa per
niente bene. Troppa libertà, non c’è niente che appiattisca l’individuo coem
quella libertà li. Nemmeno una malattia ti mangia così bene dal di dentro. Come
sono geniali gli americani, te la mettono lì, la libertà è alla portata di
tutti, come la chitarra. Ognuno suona come vuole, e tutti suonano come vuole la libertà.