6 agosto. Francesco Guccini è morto, E per un brevissimo istante anch’io,
una frazione di secondo in cui credo si sia fermato anche il mio cuore. Un
lasso di tempo talmente breve ma capace di sprigionare una moltitudine di
ricordi, memorie, momenti, parole, canzoni, persone, serate, sbornie, amici e
tanto altro. Niente tristezza, solo un velo di malinconia a ricoprire questi
torridi giorni. “perdonami se ti ho portato
via un poco d’estate”. E’ stata una fortuna immensa averlo nella mia vita
ed è stato un enorme privilegio esser stato contaminato da lui. Perché non è
stato solo un manifesto di “via Paolo Fabbri 43” appeso nella mia cameretta o
un cantautore come tanti altri, era qualcosa di molto, molto di più. ”io tutto, io niente, io stronzo, io
ubriacone, io poeta, io buffone, io anarchico, io fascista, io ricco, io senza
soldi, io radicale, io diverso ed io uguale, negro, ebreo, comunista, io
frocio, io perché canto so imbarcare, io falso, io vero, io genio, io cretino,
io solo qui alle quattro del mattino, l’angoscia e un po’ di vino, voglia di
bestemmiare”. Lo amavo perché faceva vivere le contraddizioni, la sua vita
con la storia, la cultura popolare con le citazioni colte, l’attivismo politico
con i dubbi esistenziali della vita. Lo amavo perché grazie a lui ho scoperto
Hemingway, perché negli angoli di casa ho cercato il mondo, perché nei libri e
nei poeti ho cercato me, perché portava la filosofia ai tavoli delle osterie e
per “i ciuffi di parietaria attaccati ai
muri”. Perché era capace di scrivere 13 strofe su una locomotiva e riuscire
a far vivere la politica nel corpo di un macchinista. Lo amavo per “l’ipocrisia di che sta sempre con la
ragione e mai col torto”, per “la
rivolta permanente”, lo amavo per avermi fatto credere nella possibilità di
cambiare il mondo, per quella finestra critica sulla società, per le giornate
senza tempo in cui “avevo un’infelicità
vicina”, per avermi fatto capire che nella vita c’è tutto da sbagliare ma
invecchiare con gli amici davanti a una bottiglia di vino “non è poi sbagliato”.
“io sono fiero del mio sognare. Di questo eterno mio incespicare”
Grazie Francesco. Grazie per tutto.
“io sono fiero del mio sognare. Di questo eterno mio incespicare”
Grazie Francesco. Grazie per tutto.
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