Immaginate di trovarvi a Tokio. Immaginate una di quelle giornate
perdute, una di quelle in cui vi sembra di aver superato un limite oltre il
quale qualcosa cambia. Nella solitudine di un angolo della città, sentite della
musica provenire da un piccolo bar. Sull’insegna al neon c’è scritto “Peter
cat”*, è un Jazz Club. Incuriositi
entrate. Arrivate al bancone, ordinate un Laphroaig e vi guardate intorno.
Nella fumosa oscurità intravedete pochi tavoli, uno in particolare attira la
vostra attenzione. Ci sono sedute due persone. Uno è Murakami Haruki, uno dei
più famosi scrittori orientali del momento, l’altro è un ecclettico illustratore
nipponico, Wada Makoto. Andate verso di loro, vi accomodate al tavolo e
ascoltate rapiti i loro discorsi. Stupiti, scoprite di essere capitati tra le
pagine di un libro. “Ritratti di Jazz” un piccolo brillante pamphlet, nato
grazie alla collaborazione di due talenti dediti a forme d’arte diverse, ma
complementari (scrittura e pittura), e accomunati da una viscerale passione per
la musica Jazz. Scordatevi il classico romanzo di Murakami. Questo è un
percorso appassionato, malinconico e personale dove in tono amichevole e
coinvolgente ci regala preziose opinioni e curiosità, oltre a un’eccezionale
Playlist. Cinquantacinque ritratti di musicisti che hanno scritto la storia del
Jazz. Chat Baker (il mio preferito), Charlie Parker, Billie Holiday, Miles
Davis, Duke Ellington, Thelonious Monk, John Coltraine, Luis Amstrong ….. sono
solo alcuni dei complessi (ma neanche troppo) e appaganti ritratti che ci
accompagnano in un viaggio unico e melodioso, ricamato dall’avvolgente penna di
Murakami e dai disegni di Wada. Una piccola antologia in cui si capisce che la
musica Jazz, spesso relegata a un ruolo di sottofondo in serate dall’atmosfera
bohemien, è molto più complessa. Il groviglio di date, artisti, brani preziosi,
album, performance storiche e stili diversi, è un cocktails perfetto anche per
chi non conosce il mondo del Jazz. Per chi, grazie alla straordinaria capacità
affabulatoria e la sottile malinconia dell’autore, desidera entrare in questo
universo intimo e complesso. Buon ascolto.
*Peter Cat – Jazz Club: Nel 1974, molto prima del suo primo romanzo, un giovane Haruki, ossessionato dal Jazz, e sua moglie Yokò, aprirono un bar a Tokio (a sud del confine, a ovest del sole). Il “Jazzu Kissa” (così si chiamano i jazz club in Giappone) che prese il nome dal loro animale domestico, era un piccolo spazio seminterrato, dove tra un bicchiere a l’altro; suonavano musicisti dal vivo e si mettevano dischi tutto il giorno e tutta la notte. Dopo il successo dei suoi primi libri Murakami, nel 1981, vendette la sua attività. Ora al suo posto c’è un ristorante italiano.

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